Le parole del CEO Giovanni Delfino a “la Repubblica”.
Il CEO di Tatuus, di ATM - Autotecnica Motori e del gruppo Korus è stato protagonista di un’intervista apparsa oggi sulle pagine de “la Repubblica” e firmata da Irene Saderini, durante la quale ha potuto ripercorrere alcuni dei momenti più importanti e particolari della propria carriera, oltre che analizzare diversi aspetti del motorsport mondiale.
L’intervista completa è disponibile sul sito repubblica.it.
La storia personale
Punto nevralgico dell’intervista è proprio la storia personale del CEO, che inizia con la scelta del percorso di studi ingegneristici e prosegue con tanti momenti in cui il coraggio delle decisioni ha fatto la differenza: “Non credo nella fortuna, credo nel saperla cogliere: quando ti passa davanti la devi riconoscere. Però se dicessi che non sono stato fortunato direi una bugia. Sono entrato in azienda che non avevo una lira. Chi l’aveva fondata mi ha concesso di pagare i miei debiti nel tempo: le ultime rate le ho saldate due o tre anni fa”.
Spazio anche all’esperienza dei primi anni di carriera in Alfa Corse: “Io nasco sperimentatore. Lavoravo nelle sale prova: dal prodotto finito dovevamo inventare il mezzo cavallo. Le mie prime esperienze sono le turismo dell’Alfa Romeo, Giovanardi, Tarquini, Larini, contro Bmw, Mercedes. Erano quei due cavalli in più a farti vincere la gara”.
Formula 4 e la crescita dei piloti
Tra i passaggi chiave anche quello dedicato alle vetture e ai motori Formula, oggi vero e proprio pilastro del gruppo Korus: “Tutto nasce dallo studio del regolamento, che lascia sempre un’interpretazione: quella vincente”. Nel caso del motore ad esempio: “Parte da un quattro cilindri della 500 Abarth, deve costare meno di 16.500 euro per price cap e durare diecimila chilometri. Lì il mio obiettivo è che vadano tutti uguali”.
Con il risultato che vedere ogni pilota crescere uno step dopo l’altro fino alle vette più alte del motorsport: “E’ stato bello ad esempio veder cominciare Andrea Kimi Antonelli su una nostra vettura”.
La industry motorsport
Non poteva mancare una riflessione a tutto tondo sul meraviglioso momento che il motorsport vive a livello globale: “Il Motorsport, a volte, funziona come una magia capace di uccidere il marketing e tenere in vita la caparbietà – tutta italiana - di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.
Fondamentale e rappresentativo dell’interpretazione del gruppo Korus il passaggio sui motori termici ed elettrici: “Per me l’odore di un motore vincente è l’odore della benzina, della fatica, del sacrificio. Un dodici cilindri in pista è un violino. Anzi, un’orchestra di violini. Io mi occupo di corse; nelle batterie non riesco a vedere nulla di tutto questo. All’ibrido invece ci credo: siamo nel working group della FIA sui nuovi regolamenti e l'ibrido mi sembra convincente”.
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