Tatuus - Korus Group

Weekend Debrief: il rombo delle Tatuus accompagna un altro weekend di gare


Hockenheim, Brno e Puebla: tre appuntamenti, tra titoli da assegnare, vittorie e nuovi protagonisti.




Il weekend ha messo insieme scenari molto diversi, ma con un elemento comune: le Tatuus ancora una volta al centro della scena tra Formula Regional e Formula 4. Da Hockenheim a Brno, fino a Puebla, la corsa ai titoli ha preso direzioni diverse, con vittorie importanti, nuovi protagonisti e titoli assegnati e ancora da decidere.




FREC



Il FIA Formula Regional European Championship 2026 non avrebbe potuto scegliere un finale più combattuto. A Hockenheim, sede dell’ottavo e ultimo appuntamento, il titolo Piloti era ancora conteso da quattro protagonisti: Emanuele Olivieri (R-ace GP), Kean Nakamura-Berta (Prema), Sebastian Wheldon (MP Motorsport) e Rashid Al Dhaheri (R-ace GP).



Il primo verdetto del weekend è arrivato con la vittoria di Jan Przyrowski (RPM), autore del primo successo della stagione e primo pilota polacco a vincere nella storia della categoria. Alle sue spalle hanno chiuso Kean Nakamura-Berta e Rashid Al Dhaheri, mentre Emanuele Olivieri ha mantenuto la leadership del campionato in vista dell’ultima gara.



La pressione era quindi tutta concentrata sull’ultima domenica. Wheldon ha conquistato la pole position, con Nakamura-Berta al suo fianco e Olivieri in seconda fila, mentre Al Dhaheri partiva dalla tredicesima posizione. Il pilota MP Motorsport ha preso il comando della gara e lo ha mantenuto fino alla bandiera a scacchi, conquistando la sua quarta vittoria stagionale, più di qualsiasi altro pilota in campionato. Alle sue spalle, Olivieri ha trovato il ritmo e la posizione necessari per chiudere secondo e mettere definitivamente al sicuro il titolo.



A 18 anni, il pilota di R-ace GP, e Audi F1 junior, ha così completato una stagione già impreziosita dalla conquista del titolo Rookie a Imola. Olivieri ha chiuso davanti a Wheldon e Nakamura-Berta, diventando il secondo italiano nella storia a conquistare il titolo FIA Formula Regional European Championship, dopo Kimi Antonelli.



Per R-ace GP, però, il risultato di Hockenheim va oltre il titolo Piloti. La squadra aveva già chiuso i conti per il campionato Team dopo la prima gara del weekend e, con il successo di Olivieri, ha completato una tripletta mai ottenuta prima nella propria storia, conquistando nello stesso anno i titoli Piloti, Team e Rookie.



È il modo con cui la Tatuus T-326 chiude la sua prima stagione nel FIA Formula Regional European Championship: 17 gare, 11 vincitori diversi e un campionato rimasto aperto fino all’ultimo appuntamento, prima di vedere una sola squadra mettere le mani su tutti e tre i titoli disponibili.




F4 CEZ



Il penultimo appuntamento della stagione 2026 di F4 Central European Zone, disputato all’Autodrom Brno, ha rafforzato la posizione di Elia Weiss (Jenzer Motorsport) in testa al campionato e confermato il momento particolarmente positivo di Jenzer Motorsport. Il team ha conquistato tutte e quattro le gare del weekend, con Weiss autore di due vittorie e Teo Borenstein e Georgiy Zasov capaci di aggiungere un successo ciascuno.



Weiss ha aperto e chiuso il fine settimana sul gradino più alto del podio. In Gara 1 il pilota Jenzer è partito dalla terza posizione, portandosi rapidamente al comando e precedendo il compagno di squadra Max Karhan (Jenzer Motorsport) e Simon Rechenmacher (Cram Motorsport). La seconda vittoria è arrivata in Gara 4, questa volta dalla pole position, con Weiss davanti a Borenstein e Karhan e anche autore del giro più veloce della gara.



Tra le due vittorie di Weiss sono arrivati i successi di Borenstein e Zasov. Il pilota ceco ha conquistato Gara 2 sul circuito di casa, resistendo alla pressione di Karhan per tutta la gara e completando insieme al compagno di squadra Silkunas un podio interamente Jenzer. Per Zasov, invece, Brno ha portato il primo successo della sua stagione in F4 CEZ: partito dalla pole in Gara 3, ha mantenuto la leadership fino al traguardo nonostante la costante pressione di Weiss, che ha chiuso secondo a soli 0,310 secondi.



Per Weiss Brno rappresenta un altro passo importante verso il titolo. Con le due vittorie conquistate nel fine settimana, il pilota arriva a 299 punti e porta a 42 lunghezze il proprio vantaggio su Borenstein. Karhan mantiene invece la terza posizione con 240 punti.



Anche la classifica Rookie resta aperta, con Markas Silkunas al comando davanti a Rechenmacher e Zasov. Con un solo appuntamento ancora da disputare, Brno ha quindi lasciato diverse sfide ancora in sospeso.



Classifica:

•⁠ ⁠Elia Weiss (Jenzer Motorsport) – 299

•⁠ ⁠Theo Borenstein (Jenzer Motorsport) – 247

•⁠ ⁠Max Karhan (Jenzer Motorsport) – 240



La stagione 2026 si chiuderà a fine ottobre all’Hungaroring, sede dell’ultimo round della F4 CEZ. Sarà qui che verranno assegnati i titoli definitivi di una stagione ancora tutta da completare.




F4 NACAM



Il weekend di Puebla ha dato nuovo impulso alla lotta per il titolo F4 NACAM, con Alex Bobadilla (Alessandros Racing) ancora al comando ma con Alan Zezatti (Alessandros Racing) più vicino in classifica. Proprio Zezatti ha conquistato pole position e vittoria in Gara 1, precedendo Bobadilla e Mariano Alatorre in un podio tutto Alessandros Racing.



Le due gare successive hanno visto altri due vincitori: Oliver Trejo ha centrato il suo secondo successo stagionale in Gara 2, mentre Alatorre ha conquistato la sua prima vittoria dell’anno in Gara 3. Bobadilla guida ora con 46 punti di vantaggio su Zezatti, mentre Trejo è terzo a 95 lunghezze dalla vetta.



Al volante delle Tatuus T-421, i protagonisti del campionato hanno così aggiunto un nuovo capitolo alla stagione 2026 della categoria, con la lotta per il titolo che resta ancora aperta in vista del prossimo appuntamento.



Classifica:



•⁠ ⁠Alex Bobadilla (Alessandros Racing)

•⁠ ⁠Alan Zezatti (Alessandros Racing)

•⁠ ⁠Mariano Alatorre (Alessandros Racing)



Il prossimo weekend di gare si terrà al Circuito Miguel E. Abed dal 2 al 4 ottobre.

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Weekend Preview: Tre campionati F4 in pista in tre diversi continenti

Weekend Preview: Tre campionati F4 in pista in tre diversi continenti

Dal confronto per i titoli Rookie e Women’s Trophy in Italia alla chiusura della stagione messicana, passando per un nuovo round della F4 Saudi: tre campionati F4 protagonisti nel weekend.

Le vetture Tatuus tornano in pista questo fine settimana su tre diversi continenti, in un fine settimana tutto all’insegna della Formula 4. Andranno in scena l’ultimo appuntamento dell’Italian F4 Championship al Mugello, il gran finale della F4 NACAM a Città del Messico e il terzo round della F4 Saudi Arabia in Bahrain.


F4 ITALIA

Questo fine settimana il Mugello ospiterà l’ultimo appuntamento dell’Italian F4 Championship 2026, pronto a mettere il punto su una stagione che ha riunito giovani talenti provenienti da tutto il mondo. Con il titolo piloti già conquistato da Luka Sammalisto e quello riservato ai team assegnato a US Racing , l’attenzione si concentra ora sulle classifiche ancora da definire, che accompagneranno le ultime gare del campionato. Saranno quasi 50 i piloti al via, in rappresentanza di 13 team e 25 nazionalità, per un appuntamento che riunirà ancora una volta un gruppo internazionale di protagonisti sul tracciato toscano.

La sfida più ravvicinata è quella per il titolo Rookie, con Alp Aksoy di Prema Racing al comando e Kenzo Craigie di R-ace GP pronto a contendergli la leadership. I due sono separati da appena 17 punti, un margine che lascia aperta la lotta in vista dell’ultimo round. Aksoy, recentemente annunciato nel programma Ferrari Driver Academy, cercherà di difendere il vantaggio accumulato nel corso della stagione, mentre Craigie, pilota del programma junior Mercedes, arriva al Mugello dopo aver già conquistato il titolo E4 Championship.

Resta da assegnare anche la Women’s Trophy, dove Emma Felbermayr di PHM Racing si presenta all’appuntamento da leader davanti alla californiana Payton Westcott di R-ace GP . Il vantaggio di 56 punti consente all’austriaca di affrontare il weekend in una posizione favorevole, ma la classifica non è ancora del tutto chiusa. Westcott avrà invece l’obiettivo di sfruttare le ultime gare per ridurre il distacco e concludere la stagione con il miglior risultato possibile.
Il programma del weekend
Venerdì • 15:10 = Qualifiche
Sabato • 10:05 = Gara 1 • 14:40 = Gara 2
Domenica • 08:40 = Gara 3 • 12:15 = Finale
Tutte le gare saranno trasmesse in diretta su ACI Sport TV e sul canale YouTube del campionato.


FA NACAM

La F4 NACAM si prepara a tornare all’Autódromo Hermanos Rodríguez per il Gran Premio del Messico di Formula 1, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre. Saranno 14 le monoposto in pista per l’ultimo appuntamento della stagione 2026, che segnerà anche l’undicesima partecipazione della categoria messicana come serie di supporto alla Formula 1.

La presenza nel weekend del Gran Premio rappresenta un’importante occasione per i giovani piloti della categoria, che potranno confrontarsi su un circuito di riferimento internazionale e gareggiare davanti a un pubblico numeroso, in un contesto che offre visibilità al loro percorso sportivo.

Il titolo piloti è già stato assegnato ad Alex Bobadilla , portacolori di Alessandros Racing , che ha conquistato matematicamente il campionato nel precedente appuntamento disputato a Puebla, nell’ambito del GT Challenge. L’ultima tappa offrirà quindi agli altri protagonisti la possibilità di chiudere la stagione al meglio, in uno degli eventi più seguiti del calendario motoristico messicano.

Il weekend di Città del Messico chiuderà così la stagione 2026 della F4 NACAM, con 14 piloti pronti a giocarsi le ultime opportunità dell’anno sul palcoscenico della Formula 1.

Programma del weekend
Sabato • 09:25 – Qualifiche • 16:45 – Gara 1
Domenica • 11:05 – Gara 2


F4 SAUDI ARABIA

Concluso il programma di gare a Jeddah, la F4 Saudi Arabia si prepara a tornare in pista in Bahrain per il terzo round della stagione 2026.

Al comando c’è Marlon Bayer, che ha raccolto finora 83 punti, ma Archie Owen lo segue a sole tre lunghezze. Il prossimo appuntamento rappresenterà quindi un’occasione importante per entrambi: Bayer cercherà di difendere la leadership, mentre Owen avrà la possibilità di tentare il sorpasso e cambiare gli equilibri del campionato.

Con una distanza così ridotta tra i due, il round in Bahrain si annuncia come un passaggio significativo nella lotta al titolo, in una stagione ancora tutta da scrivere.

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Weekend Review: Titoli assegnati, nuovi vincitori e un weekend di finali indimenticabile

Weekend Review: Titoli assegnati, nuovi vincitori e un weekend di finali indimenticabile

Palmowski e Weiss si laureano campioni 2026, mentre Austin e l’Hungaroring regalano nuove vittorie e un finale di stagione ricco di spunti.


Un titolo deciso in Texas, un campionato chiuso in Ungheria e tante storie diverse da raccontare. La F1 Academy e la F4 CEZ hanno vissuto un fine settimana di verdetti, prime vittorie e conferme, con le Tatuus protagoniste su entrambi i circuiti.


F1 ACADEMY

Il weekend di Austin ha consegnato ad Alisha Palmowski il titolo F1 Academy 2026, al termine di tre gare che hanno visto le monoposto Tatuus protagoniste di sfide serrate e tre diverse vincitrici. La pilota Red Bull Racing ha iniziato il fine settimana conquistando entrambe le pole position, dopo che il suo ultimo giro era stato inizialmente cancellato per track limits e successivamente ripristinato. Nell’Opening Race ha poi confermato il proprio ritmo, resistendo alla pressione di Alba Larsen e conquistando la quinta vittoria stagionale.

La Reverse Grid Race ha assegnato matematicamente il titolo a Palmowski, capace di risalire dall’ottava alla seconda posizione. Davanti a lei, Larsen ha festeggiato la sua prima vittoria nella categoria, mentre Lisa Billard ha completato il podio ottenendo il primo piazzamento tra le prime tre della sua carriera in F1 Academy. Nell’ultima gara del weekend è stata invece Nina Gademan a imporsi, con un sorpasso all’esterno in curva 1 e una gestione efficace della ripartenza finale, precedendo Payton Westcott e Natalia Granada .

Con il titolo piloti ormai assegnato, resta aperta la sfida tra i team: Campos Racing mantiene la leadership, ma MP Motorsport ha ridotto il distacco e avrà l’ultimo appuntamento di Las Vegas per provare a ribaltare la classifica. Austin ha quindi chiuso una tappa decisiva per la stagione, lasciando ancora un verdetto da definire prima della fine del campionato.


F4 CEZ

La F4 CEZ ha chiuso la stagione 2026 all’Hungaroring con Elia Weiss protagonista assoluto. Il pilota di Jenzer Motorsport ha conquistato la pole position nelle qualifiche del venerdì e ha poi trasformato il vantaggio in classifica nel titolo già in Gara 1, disputata su una pista insidiosa a causa delle basse temperature e della pioggia leggera. In condizioni di aderenza variabili, Weiss ha mantenuto il controllo della gara e conquistato la sua nona vittoria stagionale, costruendo un margine incolmabile sul principale rivale Teo Borenstein e assicurandosi il campionato con due gare ancora da disputare.

Il fine settimana è proseguito con Georgiy Zasov , vincitore di Gara 2 dopo un ottimo scatto dalla seconda posizione e una gara condotta resistendo agli attacchi del compagno di squadra Borenstein. Max Karhan ha completato il podio, regalando a Jenzer Motorsport una tripletta. Domenica, Weiss è tornato alla vittoria in Gara 3, imponendo il proprio ritmo fin dalle prime curve e centrando il secondo successo del weekend.

Nell’ultima gara della stagione, Borenstein si è preso la scena con un sorpasso all’esterno alla curva 2, completato alla curva 3, per superare Weiss e conquistare la vittoria conclusiva. Il fine settimana ha offerto anche l’esordio in categoria di Archie Owen , autore di un convincente quinto posto nella gara finale. La F4 CEZ saluta così il 2026 con Weiss campione e Borenstein vincitore dell’ultima gara, chiudendo una stagione che ha visto i piloti di Jenzer Motorsport protagonisti fino all’ultimo appuntamento.
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Dai Kart Birel alle vetture Tatuus motorizzate ATM: Zoe Florescu racconta il suo percorso nel motorsport

Dai Kart Birel alle vetture Tatuus motorizzate ATM: Zoe Florescu racconta il suo percorso nel motorsport

Dal Karting alle Monoposto: il percorso di Zoe Florescu attraverso l’ecosistema Korus
Ogni percorso nel motorsport ha un punto d'inizio, e il karting è dove vengono costruite le fondamenta di ogni carriera. È qui che prende forma la fiducia in sé stessi, si sviluppa la capacità di competere in pista e di comprendere il comportamento della vettura. Il passaggio alle monoposto poi, porta con sé una nuova serie di sfide, richiedendo ai piloti di affinare la qualità dei propri feedback tecnici, analizzare i dati in modo più approfondito e adattarsi a un ambiente competitivo più complesso.
Zoe Florescu ha vissuto in prima persona questa evoluzione. Dopo aver trascorso gran parte della sua carriera nel karting con Birel, è passata alle monoposto, gareggiando nei campionati di Formula 4 spagnola e italiana con vetture Tatuus equipaggiate con propulsori ATM, fino a debuttare in F1 Academy come Wild Card a Zandvoort.
Il suo percorso riflette l’ampiezza delle competenze presenti all’interno del Korus Group, le cui aziende coprono diverse fasi della piramide del motorsport, e sebbene ogni passaggio comporti nuove esigenze, le conoscenze, le relazioni e le esperienze maturate lungo il cammino continuano a contribuire alla sua crescita.
In questa intervista, Zoe ripercorre proprio il ruolo che il karting ha avuto nello sviluppo della sua fiducia, gli adattamenti tecnici necessari per competere in Formula 4, l’esperienza vissuta durante un weekend di Formula 1 e l’importanza di vedere sempre più donne avanzare nel motorsport. La sua storia ricorda inoltre che la crescita non è fatta solamente di risultati, ma anche delle persone che aiutano i piloti a credere nel proprio potenziale e del lavoro che trasforma quella fiducia in progresso concreto.

Hai iniziato la tua carriera nel motorsport con il karting prima di passare alle monoposto. Qual è l’insegnamento più importante che il karting ti ha lasciato e che porti ancora con te oggi? Credo che la lezione più importante che il karting mi abbia insegnato sia quanto la fiducia in sé stessi influenzi la guida e i risultati. Quando ho iniziato a competere a livello internazionale, non ero una pilota particolarmente conosciuta e correvo con un team di piccole dimensioni. Essere l’unica ragazza in un gruppo composto quasi esclusivamente da ragazzi, molti dei quali supportati da squadre più grandi e meglio equipaggiate, poteva spaventare.
Stavo anche affrontando il passaggio dal karting nazionale a quello internazionale, quindi mi è servito del tempo per adattarmi. Ma man mano che mi sono sentita più a mio agio in un contesto così competitivo, in particolare nella KZ2, i risultati hanno iniziato a migliorare e oggi vedo lo stesso processo anche in Formula 4. Gara dopo gara mi sento sempre più a mio agio, mi adatto alle condizioni e imparo a mettere insieme tutti gli elementi necessari per raggiungere i miei obiettivi.
Questa esperienza mi ha insegnato quanto sia importante credere in sé stessi e anche se nel passaggio dal karting alle monoposto si vivono molti cambiamenti, l’aspetto mentale classico del racing rimane simile. Spesso ripenso alle mie ultime gare con Birel, in particolare al Campionato del Mondo KZ2, e cerco di sfruttare quell’esperienza per mantenere una mentalità positiva.

Sei cresciuta nel mondo Birel, un marchio con una storia importante nel karting. Cosa ha significato per te far parte della famiglia Birel e c’è qualcosa di quell’esperienza che ti accompagna ancora oggi? Birel ha avuto un ruolo davvero importante nel mio sviluppo come pilota. Ho trascorso quasi tutta la mia carriera nel karting con loro. C’è stato un solo anno in cui ho vinto il programma FIA Girls on Track e ho ottenuto la possibilità di correre con un altro marchio, un’opportunità che ovviamente ho deciso di cogliere. Per il resto, tutti i miei anni nel karting internazionale sono stati con Birel.
Quelle stagioni mi hanno aiutato a costruire basi solide, sia come pilota sia nelle interazioni con il team che avevo attorno. Nelle mie ultime stagioni nel karting ho avuto Daniel Vasile come coach, che mi ha aiutata enormemente a coltivare sempre più fiducia in me stessa. Ho avuto anche compagni di squadra straordinari che hanno fatto una grande differenza.
Ricordo con piacere una delle mie migliori sessioni di qualifica: in quell'occasione i miei compagni mi aiutarono molto, perchè riuscimmo a realizzare in pista a una strategia preparata in anticipo. Esperienze come questa ti fanno capire quanto sia importante avere le persone giuste intorno a te. Quando loro credono in te, diventa più facile farlo a tua volta e quel sostegno è stato particolarmente prezioso nel momento del passaggio dalla OK Senior alla KZ2.

Il passaggio dal karting alle monoposto rappresenta un cambiamento importante. Qual è stato l’adattamento più difficile? La sfida più grande è stata capire quanto la Formula 4 sia esigente. Devi prestare molta più attenzione a ogni aspetto della tua guida e rimanere concentrata in ogni momento.
Nel karting, una volta acquisita esperienza, la guida diventa più istintiva. Arrivi in pista sapendo già cosa devi fare in ogni curva. In Formula 4, invece, c’è molto più da analizzare. Devi studiare attentamente dati e onboard, valutare le condizioni, la strategia degli pneumatici e la posizione in pista, oltre a comprendere come fattori tecnici e ambientali come l’aerodinamica influenzino la vettura. Devi lavorare costantemente su frenata, accelerazione e punti di inserimento in curva.
In KZ2, ad esempio, puoi affidarti molto di più all’istinto, lanciando il kart in curva e mantenendo velocità. Con una monoposto serve invece un approccio molto più analitico. Anche il gareggiare ruota a ruota rappresenta una sfida diversa, soprattutto quando si tratta di correre molto vicini ad altre vetture e trovare opportunità di sorpasso. Nel complesso, adattarmi a questo nuovo ambiente è stata la parte più difficile della transizione.

Hai guidato la stessa vettura Tatuus, la T-421, in configurazioni diverse e in tre campionati differenti. In che modo questa esperienza ha contribuito alla tua crescita come pilota? Ho guidato la Tatuus T-421 nella Formula 4 spagnola, nella Formula 4 italiana e in F1 Academy, e ogni campionato ha una configurazione leggermente diversa. Le vetture utilizzano sistemi frenanti differenti e la F1 Academy ha anche regolazioni e setup leggermente più limitati.
Adattarsi a queste differenze può essere impegnativo, ma considero tutto questo una preziosa opportunità per sperimentare, ampliare le mie competenze e imparare a performare in condizioni diverse. Ogni esperienza ti insegna qualcosa di nuovo.
Tra le tre versioni, credo che la mia preferita sia quella della Formula 4 spagnola. È la vettura con cui ho percorso più chilometri e probabilmente quella che conosco meglio, ma è sicuramente una delle macchine che mi sono divertita di più a guidare.

Hai iniziato nel karting con Birel e oggi gareggi con una Tatuus motorizzata Autotecnica Motori. Hai quindi vissuto diverse realtà dell’ecosistema Korus Group. Cosa significa per te crescere all’interno di una comunità che può accompagnare un pilota dal karting alle corse automobilistiche? Sono ancora in contatto con alcune persone del karting e quest’anno avevo anche valutato la possibilità di disputare qualche gara con Birel, anche se il calendario era piuttosto intenso. Certo, oggi non posso dire di avere lo stesso contatto diretto e frequente degli scorsi anni, ma sento che tutto ciò che ho imparato con Birel continua ad aiutarmi nelle monoposto.
Nel karting passavamo molto tempo a discutere il setup dopo ogni sessione, imparando a comprendere il comportamento del kart e a fornire il miglior feedback possibile. Questa esperienza è stata estremamente utile in Formula 4, dove il setup è altrettanto importante e chiaramente più complesso.
Ora che gareggio con un nuovo team nella Formula 4 spagnola, devo essere il più precisa e dettagliata possibile nel descrivere ciò che sento in pista. Su una vettura ci sono molte più variabili regolabili rispetto a un kart, quindi una buona comunicazione è fondamentale.
Daniel mi ha anche insegnato a guardare oltre la mia guida e a concentrarmi su ciò che percepisco dal veicolo ed è una lezione che porto sempre con me. Comprendere queste sensazioni e saperle comunicare chiaramente è essenziale per aiutare il team a trovare il setup corretto e migliorare le performance.

Correre come Wild Card in F1 Academy a Zandvoort ti ha permesso di vivere un weekend di Formula 1 dall’interno del paddock. Che esperienza è stata? È stato un weekend fatto di alti e bassi e il risultato finale non è stato quello che speravo. Nonostante questo posso dire che è stata un’esperienza incredibilmente preziosa. Nel corso del weekend sono passata dal pensare di poter partire in prima fila al dover completamente resettare la mia mentalità e prepararmi a una gara in cui l’obiettivo diventata rimontare posizioni.
L’atmosfera era davvero speciale, dai tifosi fino all'ambiente del paddock e lavorare con un team così professionale è stata una grande opportunità di apprendimento, che mi ha dato molta fiducia per il ritorno in Formula 4 spagnola. Guardando al futuro, considero quel weekend una preparazione importante per il prossimo anno, nel quale spero di ottenere un sedile a tempo pieno in F1 Academy.
Il momento più significativo è stato sicuramente la qualifica. Le condizioni erano estremamente difficili: all’inizio pioveva intensamente, con pista completamente bagnata e molta acqua sollevata dalle vetture. Verso la fine della sessione abbiamo dovuto decidere se passare dalle gomme rain alle slick e io ho effettuato il cambio piuttosto tardi.
Concludere la qualifica in settima posizione e poi ottenere un secondo posto nella gara a griglia inversa è stato un risultato molto positivo, soprattutto perché non avevo mai guidato su quel circuito sul bagnato né affrontato quelle condizioni specifiche con una Formula 4.
Scendere in pista davanti a un pubblico così numeroso, assumermi quel rischio e vedere che la scelta aveva funzionato è stato un momento davvero speciale. Sono orgogliosa del fatto che le mie capacità siano state messe alla prova e di essere riuscita a rispondere presente quando contava davvero.

La T-421 motorizzata ATM è una vettura che ha contribuito alla crescita di talenti come Kimi Antonelli. Che significato ha per te? Credo che avere telai e motori simili nei diversi campionati di Formula 4 rappresenti un grande vantaggio per i piloti. Ci permette di costruire sulle esperienze acquisite e trasferire quanto imparato da un campionato all’altro.
Sapere che così tanti piloti di Formula 1 e talenti del motorsport hanno seguito questo stesso percorso è una grande motivazione. Anche loro hanno dovuto adattarsi a una nuova vettura, imparare nuove tecniche e lavorare per ottenere risultati, proprio come stiamo facendo noi oggi.
Vedere piloti che hanno percorso queste categorie è una fonte di grande ispirazione. Kimi Antonelli, in particolare, è un esempio incredibile. Vederlo protagonista in Formula 1 è davvero straordinario.
Ho anche gareggiato nel campionato italiano dove lui aveva corso prima di me ed è un collegamento piccolo ma significativo. Per piloti come me, questi esempi ricordano che siamo sulla strada giusta e che continuare a lavorare duramente può aprire nuove opportunità.

Sempre più ragazze guardano al motorsport come a una possibile carriera. Quanto è importante per te far parte di questo cambiamento? È molto importante, perché quando correvo nel karting c’erano pochissime ragazze nelle categorie più competitive e spesso ero l’unica. Questo a volte rendeva difficile trovare la motivazione per credere che una donna potesse davvero costruirsi una carriera nel motorsport.
Oggi, grazie alla F1 Academy e alla presenza di un numero crescente di donne nelle formule junior, credo che le ragazze abbiano molti più esempi a cui ispirarsi. Sono davvero felice di poter far parte di questo cambiamento e di avere l’opportunità di essere un modello positivo.
Il mio percorso dimostra che il progresso è possibile, anche quando le cose non vanno come previsto all’inizio. Ho iniziato nel karting nazionale, faticando persino a qualificarmi per finali e prefinali. In seguito sono riuscita a qualificarmi per un Campionato del Mondo KZ2, e oggi gareggio in Formula 4 e durante i weekend di Formula 1 grazie alla F1 Academy.
Spero che la mia esperienza possa mostrare ad altre ragazze che anche quando un obiettivo sembra lontano c’è sempre spazio per migliorare e continuare a crescere. Essere in grado di ispirare la prossima generazione significherebbe moltissimo per me.

Infine, cosa diresti a una giovane ragazza che oggi sta pensando di muovere i primi passi nel motorsport? Le direi di credere in sé stessa. Se credi nelle tue capacità, dimostri alle persone che ti circondano il tuo impegno e continui a lavorare duramente, anche loro inizieranno a credere in te. Questo può aiutarti a ottenere il supporto e le opportunità necessarie per crescere come pilota.
L’ho vissuto personalmente: quando ho avuto il giusto sostegno e gli strumenti necessari per migliorare, sono riuscita a ottenere i miei migliori risultati. Avere persone che credono in te può fare davvero la differenza.
Soprattutto, le direi di divertirsi. Il motorsport può essere duro, ma è anche pieno di adrenalina e di momenti incredibili che ripagano tutti i sacrifici. È importante rialzarsi dopo un weekend difficile, imparare dagli errori e tornare pronti a riprovarci.
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“Il motorsport funziona come una magia, capace di stimolare la caparbietà tutta Italiana di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.

“Il motorsport funziona come una magia, capace di stimolare la caparbietà tutta Italiana di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.

Le parole del CEO Giovanni Delfino a “la Repubblica”.

Il CEO di Tatuus, di ATM - Autotecnica Motori e del gruppo Korus è stato protagonista di un’intervista apparsa oggi sulle pagine de “la Repubblica” e firmata da Irene Saderini, durante la quale ha potuto ripercorrere alcuni dei momenti più importanti e particolari della propria carriera, oltre che analizzare diversi aspetti del motorsport mondiale.
L’intervista completa è disponibile sul sito repubblica.it .

La storia personale Punto nevralgico dell’intervista è proprio la storia personale del CEO, che inizia con la scelta del percorso di studi ingegneristici e prosegue con tanti momenti in cui il coraggio delle decisioni ha fatto la differenza: “Non credo nella fortuna, credo nel saperla cogliere: quando ti passa davanti la devi riconoscere. Però se dicessi che non sono stato fortunato direi una bugia. Sono entrato in azienda che non avevo una lira. Chi l’aveva fondata mi ha concesso di pagare i miei debiti nel tempo: le ultime rate le ho saldate due o tre anni fa”.
Spazio anche all’esperienza dei primi anni di carriera in Alfa Corse: “Io nasco sperimentatore. Lavoravo nelle sale prova: dal prodotto finito dovevamo inventare il mezzo cavallo. Le mie prime esperienze sono le turismo dell’Alfa Romeo, Giovanardi, Tarquini, Larini, contro Bmw, Mercedes. Erano quei due cavalli in più a farti vincere la gara”.

Formula 4 e la crescita dei piloti Tra i passaggi chiave anche quello dedicato alle vetture e ai motori Formula, oggi vero e proprio pilastro del gruppo Korus: “Tutto nasce dallo studio del regolamento, che lascia sempre un’interpretazione: quella vincente”. Nel caso del motore ad esempio: “Parte da un quattro cilindri della 500 Abarth, deve costare meno di 16.500 euro per price cap e durare diecimila chilometri. Lì il mio obiettivo è che vadano tutti uguali”. Con il risultato che vedere ogni pilota crescere uno step dopo l’altro fino alle vette più alte del motorsport: “E’ stato bello ad esempio veder cominciare Andrea Kimi Antonelli su una nostra vettura”.

La industry motorsport Non poteva mancare una riflessione a tutto tondo sul meraviglioso momento che il motorsport vive a livello globale: “Il Motorsport, a volte, funziona come una magia capace di uccidere il marketing e tenere in vita la caparbietà – tutta italiana - di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.
Fondamentale e rappresentativo dell’interpretazione del gruppo Korus il passaggio sui motori termici ed elettrici: “Per me l’odore di un motore vincente è l’odore della benzina, della fatica, del sacrificio. Un dodici cilindri in pista è un violino. Anzi, un’orchestra di violini. Io mi occupo di corse; nelle batterie non riesco a vedere nulla di tutto questo. All’ibrido invece ci credo: siamo nel working group della FIA sui nuovi regolamenti e l'ibrido mi sembra convincente”.
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Tatuus celebra la 500ª T-421, la Formula 4 più diffusa al mondo

Tatuus celebra la 500ª T-421, la Formula 4 più diffusa al mondo

Il marchio di Lainate ha celebrato la produzione e la consegna del cinquecentesimo esemplare della monoposto sulla quale sono cresciuti Kimi Antonelli e Arvid Lindblad.

Nata nel 2021 come seconda generazione di Formula 4, la Tatuus T-421 è giunta a maggio 2026 al cinquecentesimo esemplare prodotto e consegnato, candidandosi una volta di più a diventare una delle monoposto da competizione più prodotte e vendute al mondo. Una ricorrenza che il brand di Lainate ha deciso di celebrare insieme a tutti i propri dipendenti e alle aziende sorelle del gruppo Korus che quotidianamente contribuiscono al progetto T-421: ATM-Autotecnica Motori, Breda Racing e Next Solution Technologies .
La T-421 è ad oggi la monoposto per Formula 4 più impiegata al mondo, in un totale di 16 campionati tra Europa, Americhe, Asia e Oceania. Dietro al suo volante sono cresciuti alcuni dei più puri talenti del motorsport contemporaneo, come Kimi Antonelli e Arvid Lindblad , che dopo aver costruito i primi step della propria esperienza in monoposto con la F4 Tatuus di seconda generazione hanno proseguito la scalata fino all’olimpo della Formula 1.
“La cinquecentesima T-421 non è solamente un grande traguardo per Tatuus, ma un importante successo per l’intero movimento del motorsport internazionale - ha dichiarato il CEO di Tatuus e del gruppo Korus Giovanni Delfino -. Con la Formula 4, sin dalla prima generazione nel 2014, la FIA ha dato vita ad un nuovo modello di passaggio tra karting e monoposto che ha garantito ai piloti di arrivare sempre più preparati alle categorie superiori. Un modello che è andato affermandosi nel corso di anni di grande sviluppo per il motorsport, nei quali tanti campionati sono nati e cresciuti fino a raggiungere, con la seconda generazione che oggi celebriamo, griglie che sfiorano le 50 vetture per round. Numeri che erano difficili da immaginare all’inizio di questo cammino ma che oggi determinano la meravigliosa quotidianità di tante delle aziende che compongono il gruppo Korus”.
“Nella storia di Tatuus sono molti i modelli che hanno trovato ampia diffusione nei campionati globali e mostrato capacità formative senza pari per i piloti - ha dichiarato il presidente di Tatuus e del gruppo Korus Gianfranco De Bellis -. La T-421 sta scrivendo pagine meravigliose della storia del nostro brand e insieme alla vettura di prima generazione è ormai prossima agli 800 esemplari prodotti. Volumi che ci permettono di puntare alla quota di 1000 monoposto sfiorata dai diversi modelli di Formula Renault che nei primi anni duemila hanno segnato una svolta nella nostra storia e nel percorso di crescita di ogni pilota”.
Seconda generazione di monoposto per Formula 4, la T-421 ha raccolto il testimone della T-014, che dal 2014 (anno di nascita della Formula 4) al 2021 è stata prodotta in poco meno di 300 esemplari e ha rappresentato la piattaforma ideale per il passaggio dei piloti dal Karting alle monoposto, sulla quale sono cresciuti tra gli altri Lando Norris, Oscar Piastri, Max Verstappen, Isack Hadjar, Liam Lawson, Lance Stroll, Oliver Bearman, Gabriel Bortoleto e Franco Colapinto.
La T-421 è solo uno dei tanti esempi di cooperazione che rendono il gruppo Korus uno dei principali ecosistemi motorsport e di engineering al mondo. Le aziende del gruppo Korus che hanno preso parte alla celebrazione hanno contribuito infatti fin dal primo giorno allo sviluppo del progetto, in quello che è ormai un modello consolidato di sinergie, che ogni anno da vita a nuove vetture, propulsori e soluzioni per il motorsport. Nello specifico: ATM-Autotecnica Motori ha sviluppato e fornisce il propulsore 4 cilindri in linea di derivazione Abarth che spinge la monoposto, mentre a Breda Racing è affidata gran parte della componentistica, come halo e leve sospensioni, e della strumentazione che occorre per la gestione delle vetture in pista e in HQ. All’esperienza di Next Solution Technologies è invece affidato in larga parte l’impianto elettronico ed elettromeccanico della vettura, oltre alla fornitura dei volanti e delle rain light.
In traguardo delle 500 vetture non è però un punto di arrivo per Tatuus, con la produzione del modello attuale che proseguirà fino al 2028 , anno in cui è prevista secondo i regolamenti FIA la nascita della vettura di generazione 3 , al cui sviluppo i brand del gruppo Korus stanno già attivamente lavorando.
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