Fin dalla sua nascita nel 2023, F1 Academy ha lanciato un segnale forte a tutto il mondo del motorsport, contribuendo in maniera importante alla spinta per una maggiore inclusività all’interno e all’esterno dei circuiti di tutto il mondo.  

Al quarto anno, la categoria vede le 18 atlete in griglia sfidarsi durante alcuni dei più amati GP del calendario della Formula 1, con il supporto dei 10 team del massimo campionato, oltre che di alcuni dei più prestigiosi brand del mondo. Il tutto a bordo delle Tatuus T-421-F1A, sviluppate esclusivamente per il campionato e spinte dal propulsore ATM Abarth 1.4L turbo. 

Per le due aziende del Gruppo Korus, essere parte dell’F1 Academy significa contribuire a una visione condivisa: creare opportunità, favorire la crescita dei talenti emergenti e supportare un'iniziativa che sta contribuendo a rendere il motorsport sempre più accessibile alle nuove generazioni e alle campionesse del futuro.  

A raccontare in esclusiva per Tatuus.it il significato profondo dell’impegno in F1 Academy e l’importanza del ruolo svolto dalle donne nel motorsport sono state proprio quattro delle atlete che competono in questa stagione: Alisha Palmowski (RedBull Racing, Campos Racing), Esmee Kosterman (Lego, MP Motorsport), Emma Felbermayr (Audi, Rodin Motorsport) e Rachel Robertson (Puma, Hitech).

Le risposte hanno raccontato percorsi e personalità differenti ma evidenziano anche un elemento comune: la consapevolezza che il proprio percorso sportivo possa avere un impatto che va oltre la pista, contribuendo ad ispirare una nuova generazione di ragazze a vedere il motorsport come un mondo cui poter ambire, nel quale competere, crescere e lasciare il segno. 



1. Quando rifletti sul tuo ruolo di pilota in una categoria che corre su uno dei palcoscenici più importanti del motorsport, qual è l’aspetto che ti rende più orgogliosa di ciò che stai facendo oggi?


Alisha – Sapere di poter essere un esempio per le giovani ragazze è uno degli aspetti che mi rende più orgogliosa. Avere la possibilità di ispirarle, mentre continuo a crescere come pilota e a costruire il mio percorso professionale, dà un significato ancora più grande a ciò che faccio.

Rachel – Ciò che mi rende più orgogliosa è pensare a quanto questo percorso fosse improbabile. Ho iniziato a correre molto più tardi rispetto alla maggior parte delle altre pilote e oggi mi ritrovo a competere in F1 Academy accanto ad alcune delle migliori giovani promesse del motorsport femminile. Per me è un traguardo enorme. Dimostra cosa può accadere quando ci si dedica completamente a un obiettivo e si rifiuta di accettare limiti a ciò che si può raggiungere.

Esmee – Sono molto orgogliosa di quello che stiamo costruendo per le generazioni che future. Quando ho iniziato a correre non c’erano molte donne nel motorsport a cui potessi guardare come punto di riferimento. Oggi ho l’opportunità di essere io quella figura per qualcun’altra e di mostrare alle ragazze che anche per loro questo sogno può diventare realtà.



2. Ogni volta che sali in macchina, c’è una sensazione o un momento che stai cercando in pista? Come lo descriveresti con le tue parole?


Alisha – Ogni volta che scendo in pista cerco una sorta di ritmo naturale, quasi inconscio, quel momento in cui riesco a guidare seguendo l’istinto senza pensare troppo a ciò che sto facendo. È lì che mi sento più sicura di me stessa e più libera di esprimere tutto il mio potenziale.

Rachel – La sensazione che inseguo sempre è quel momento in cui tutto sembra andare al posto giusto. Non stai più pensando, stai semplicemente reagendo. La macchina diventa un’estensione di te stessa e ogni input arriva in modo spontaneo. È difficile da spiegare, ma è quasi come se il tempo rallentasse e tutto diventasse improvvisamente più chiaro. Sono quei momenti che ogni pilota cerca, perché è lì che riesci davvero a esprimerti al meglio.

Esmee – È difficile descriverlo a parole, ma è quella sensazione in cui tutto si allinea perfettamente e sei completamente immersa nel momento. Non c’è spazio per nient’altro. L’adrenalina, la velocità, il piacere della guida: tutto sembra esattamente come dovrebbe essere. È quella la sensazione che continuo a cercare ogni volta che salgo in macchina.



3. All’interno della F1 Academy, cosa rende questo ambiente il luogo ideale per esprimerti come pilota e dare il meglio di te?


Emma – Per me la F1 Academy è il luogo ideale per crescere come pilota. Tutte qui stanno inseguendo lo stesso obiettivo, quindi il livello è molto alto e questo mi spinge a dare il massimo ogni giorno. Allo stesso tempo, sento di poter essere me stessa e mostrare chi sono, sia dentro che fuori dalla pista. È un ambiente in cui mi sento stimolata, supportata e costantemente incoraggiata a migliorare.

Rachel – La F1 Academy ti mette alla prova sotto ogni aspetto. Il livello della competizione è elevato, gli standard sono professionali e ogni dettaglio conta. Mi piace essere in un contesto in cui vieni sfidata ogni giorno, perché questo ti costringe a crescere continuamente. È anche una piattaforma che permette alle donne di mostrare il proprio valore su una scena globale e mi sento davvero privilegiata a farne parte.

Esmee – La F1 Academy mi ha dato un’opportunità straordinariamente importante, dentro e fuori dalla pista. Offre alle pilote la possibilità di crescere, competere ad alto livello e costruire il proprio futuro nel motorsport. Far parte di questo ambiente mi spinge a migliorarmi ogni giorno e mi dà la fiducia necessaria per esprimermi al meglio come pilota.



4. Ripensando alla tua prima esperienza al volante di una Tatuus, cosa ricordi più chiaramente delle sensazioni iniziali, del feedback della vettura e della connessione che hai percepito con essa?


Emma – Ricordo di essere rimasta sorpresa da quanto la vettura sembrasse viva. Tutto accadeva molto più rapidamente rispetto a ciò a cui ero abituata e ogni minimo input aveva un effetto immediato. Dopo pochi giri ho iniziato a fidarmi sempre di più della macchina e quella sensazione di totale sintonia con la vettura è stata entusiasmante. È stato uno di quei momenti in cui ho pensato: “Ecco, è qui che voglio essere”.

Rachel – La cosa che mi ha colpito di più è stata la sua reattività. Ogni input riceveva una risposta immediata. Mi è sembrata più precisa, più diretta e più viva di qualsiasi altra vettura avessi guidato fino a quel momento.

Esmee – Arrivando dalle vetture turismo, salire per la prima volta su una Tatuus è stata un’esperienza completamente diversa. Tutto sembrava più veloce, più fisico e più preciso. Ricordo di essere rimasta impressionata dal grip e dalla sensazione di carico aerodinamico. Allo stesso tempo, però, la macchina mi è sembrata sorprendentemente naturale fin dai primi giri. È stato uno di quei momenti in cui realizzi che stai vivendo qualcosa che hai sempre sognato e, a essere sincera, mi sono innamorata della vettura fin da subito.



5. Cosa significa per te far parte di una generazione che sta portando sempre più donne all’interno del paddock e quale impatto speri di lasciare sul futuro del motorsport?


Emma – Significa moltissimo, perché so che ci sono tante ragazze che ci guardano e sognano di essere qui un giorno. Quando ero più giovane non c’erano molte figure femminili di riferimento nel motorsport, quindi poter contribuire a cambiare questa realtà è qualcosa di davvero speciale. Spero che riusciremo a dimostrare che le corse sono uno spazio aperto a tutti e che vedere donne competere ai massimi livelli diventi sempre più normale.

Rachel – È qualcosa di cui sono profondamente orgogliosa. Il motorsport è oggi più accessibile e più visibile per le donne di quanto non sia mai stato in passato e questo sta creando opportunità che prima semplicemente non esistevano. Se posso contribuire a mostrare alle ragazze che una carriera nel motorsport è una possibilità concreta, allora per me ha un valore enorme. Spero che il mio percorso possa incoraggiare le persone a essere ambiziose, a credere nelle proprie capacità e a capire che non esiste un’unica strada per arrivare al successo.

Esmee – Quando ho iniziato a correre ero spesso l’unica ragazza in griglia. Oggi le cose stanno già cambiando e programmi come la F1 Academy stanno accelerando questo processo. Mi auguro che l’eredità che lasceremo sia una generazione di ragazze che cresca vedendo il motorsport come un luogo a cui sente di appartenere. Non perché sono ragazze, ma perché sono pilote.



6. Per concludere, abbiamo chiesto alle pilote di completare una frase semplice ma significativa: “So di avere conquistato il mio posto qui perché…”


Emma – So di avere conquistato il mio posto qui perché ho lavorato duramente per arrivarci e non ho mai smesso di farlo, nemmeno nei momenti più difficili.

Rachel – So di avere conquistato il mio posto qui perché non ho mai permesso al fatto di essere arrivata tardi nel motorsport di determinare fino a dove sarei potuta arrivare.

Esmee – So di avere conquistato il mio posto qui perché ho lavorato duramente per essere qui e questo è stato il mio sogno da quando ne ho memoria.



Le storie di queste quattro giovani pilote dimostrano come l’F1 Academy stia già producendo un impatto concreto sul modo in cui il talento femminile si sviluppa nel motorsport moderno. Il numero di giovani atlete che si affacciano agli sport motoristici è in crescita da diversi anni e questo grazie all’impegno di tutti coloro che guardano ad un futuro capace di superare le barriere, ma soprattutto delle ragazze che con coraggio, grinta e talento si sfidano sui circuiti della F1 academy e sfidano i rivali nei tanti campionati di tutto il mondo. 

Una intersezione armonica tra persone e la base tecnica offerta dalle monoposto e dai loro motori, che ogni giorno contribuisce a formare il futuro del motorsport. 

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“Il motorsport funziona come una magia, capace di stimolare la caparbietà tutta Italiana di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.
“Il motorsport funziona come una magia, capace di stimolare la caparbietà tutta Italiana di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.
Le parole del CEO Giovanni Delfino a “la Repubblica”.

Il CEO di Tatuus, di ATM - Autotecnica Motori e del gruppo Korus è stato protagonista di un’intervista apparsa oggi sulle pagine de “la Repubblica” e firmata da Irene Saderini, durante la quale ha potuto ripercorrere alcuni dei momenti più importanti e particolari della propria carriera, oltre che analizzare diversi aspetti del motorsport mondiale.
L’intervista completa è disponibile sul sito repubblica.it .

La storia personale Punto nevralgico dell’intervista è proprio la storia personale del CEO, che inizia con la scelta del percorso di studi ingegneristici e prosegue con tanti momenti in cui il coraggio delle decisioni ha fatto la differenza: “Non credo nella fortuna, credo nel saperla cogliere: quando ti passa davanti la devi riconoscere. Però se dicessi che non sono stato fortunato direi una bugia. Sono entrato in azienda che non avevo una lira. Chi l’aveva fondata mi ha concesso di pagare i miei debiti nel tempo: le ultime rate le ho saldate due o tre anni fa”.
Spazio anche all’esperienza dei primi anni di carriera in Alfa Corse: “Io nasco sperimentatore. Lavoravo nelle sale prova: dal prodotto finito dovevamo inventare il mezzo cavallo. Le mie prime esperienze sono le turismo dell’Alfa Romeo, Giovanardi, Tarquini, Larini, contro Bmw, Mercedes. Erano quei due cavalli in più a farti vincere la gara”.

Formula 4 e la crescita dei piloti Tra i passaggi chiave anche quello dedicato alle vetture e ai motori Formula, oggi vero e proprio pilastro del gruppo Korus: “Tutto nasce dallo studio del regolamento, che lascia sempre un’interpretazione: quella vincente”. Nel caso del motore ad esempio: “Parte da un quattro cilindri della 500 Abarth, deve costare meno di 16.500 euro per price cap e durare diecimila chilometri. Lì il mio obiettivo è che vadano tutti uguali”. Con il risultato che vedere ogni pilota crescere uno step dopo l’altro fino alle vette più alte del motorsport: “E’ stato bello ad esempio veder cominciare Andrea Kimi Antonelli su una nostra vettura”.

La industry motorsport Non poteva mancare una riflessione a tutto tondo sul meraviglioso momento che il motorsport vive a livello globale: “Il Motorsport, a volte, funziona come una magia capace di uccidere il marketing e tenere in vita la caparbietà – tutta italiana - di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.
Fondamentale e rappresentativo dell’interpretazione del gruppo Korus il passaggio sui motori termici ed elettrici: “Per me l’odore di un motore vincente è l’odore della benzina, della fatica, del sacrificio. Un dodici cilindri in pista è un violino. Anzi, un’orchestra di violini. Io mi occupo di corse; nelle batterie non riesco a vedere nulla di tutto questo. All’ibrido invece ci credo: siamo nel working group della FIA sui nuovi regolamenti e l'ibrido mi sembra convincente”.
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Tatuus celebra la 500ª T-421, la Formula 4 più diffusa al mondo
Tatuus celebra la 500ª T-421, la Formula 4 più diffusa al mondo
Il marchio di Lainate ha celebrato la produzione e la consegna del cinquecentesimo esemplare della monoposto sulla quale sono cresciuti Kimi Antonelli e Arvid Lindblad.

Nata nel 2021 come seconda generazione di Formula 4, la Tatuus T-421 è giunta a maggio 2026 al cinquecentesimo esemplare prodotto e consegnato, candidandosi una volta di più a diventare una delle monoposto da competizione più prodotte e vendute al mondo. Una ricorrenza che il brand di Lainate ha deciso di celebrare insieme a tutti i propri dipendenti e alle aziende sorelle del gruppo Korus che quotidianamente contribuiscono al progetto T-421: ATM-Autotecnica Motori, Breda Racing e Next Solution Technologies .
La T-421 è ad oggi la monoposto per Formula 4 più impiegata al mondo, in un totale di 16 campionati tra Europa, Americhe, Asia e Oceania. Dietro al suo volante sono cresciuti alcuni dei più puri talenti del motorsport contemporaneo, come Kimi Antonelli e Arvid Lindblad , che dopo aver costruito i primi step della propria esperienza in monoposto con la F4 Tatuus di seconda generazione hanno proseguito la scalata fino all’olimpo della Formula 1.
“La cinquecentesima T-421 non è solamente un grande traguardo per Tatuus, ma un importante successo per l’intero movimento del motorsport internazionale - ha dichiarato il CEO di Tatuus e del gruppo Korus Giovanni Delfino -. Con la Formula 4, sin dalla prima generazione nel 2014, la FIA ha dato vita ad un nuovo modello di passaggio tra karting e monoposto che ha garantito ai piloti di arrivare sempre più preparati alle categorie superiori. Un modello che è andato affermandosi nel corso di anni di grande sviluppo per il motorsport, nei quali tanti campionati sono nati e cresciuti fino a raggiungere, con la seconda generazione che oggi celebriamo, griglie che sfiorano le 50 vetture per round. Numeri che erano difficili da immaginare all’inizio di questo cammino ma che oggi determinano la meravigliosa quotidianità di tante delle aziende che compongono il gruppo Korus”.
“Nella storia di Tatuus sono molti i modelli che hanno trovato ampia diffusione nei campionati globali e mostrato capacità formative senza pari per i piloti - ha dichiarato il presidente di Tatuus e del gruppo Korus Gianfranco De Bellis -. La T-421 sta scrivendo pagine meravigliose della storia del nostro brand e insieme alla vettura di prima generazione è ormai prossima agli 800 esemplari prodotti. Volumi che ci permettono di puntare alla quota di 1000 monoposto sfiorata dai diversi modelli di Formula Renault che nei primi anni duemila hanno segnato una svolta nella nostra storia e nel percorso di crescita di ogni pilota”.
Seconda generazione di monoposto per Formula 4, la T-421 ha raccolto il testimone della T-014, che dal 2014 (anno di nascita della Formula 4) al 2021 è stata prodotta in poco meno di 300 esemplari e ha rappresentato la piattaforma ideale per il passaggio dei piloti dal Karting alle monoposto, sulla quale sono cresciuti tra gli altri Lando Norris, Oscar Piastri, Max Verstappen, Isack Hadjar, Liam Lawson, Lance Stroll, Oliver Bearman, Gabriel Bortoleto e Franco Colapinto.
La T-421 è solo uno dei tanti esempi di cooperazione che rendono il gruppo Korus uno dei principali ecosistemi motorsport e di engineering al mondo. Le aziende del gruppo Korus che hanno preso parte alla celebrazione hanno contribuito infatti fin dal primo giorno allo sviluppo del progetto, in quello che è ormai un modello consolidato di sinergie, che ogni anno da vita a nuove vetture, propulsori e soluzioni per il motorsport. Nello specifico: ATM-Autotecnica Motori ha sviluppato e fornisce il propulsore 4 cilindri in linea di derivazione Abarth che spinge la monoposto, mentre a Breda Racing è affidata gran parte della componentistica, come halo e leve sospensioni, e della strumentazione che occorre per la gestione delle vetture in pista e in HQ. All’esperienza di Next Solution Technologies è invece affidato in larga parte l’impianto elettronico ed elettromeccanico della vettura, oltre alla fornitura dei volanti e delle rain light.
In traguardo delle 500 vetture non è però un punto di arrivo per Tatuus, con la produzione del modello attuale che proseguirà fino al 2028 , anno in cui è prevista secondo i regolamenti FIA la nascita della vettura di generazione 3 , al cui sviluppo i brand del gruppo Korus stanno già attivamente lavorando.
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Event
Il primo Korus Values Day ospitato dal Tatuus HQ
Il primo Korus Values Day ospitato dal Tatuus HQ
Per la prima volta le rappresentanze dei dipendenti delle aziende Korus si sono ritrovate in una giornata dedicata ai valori del Gruppo.

Una giornata di network e di cultura di Gruppo , che ha rappresentato il primo momento di unione e interazione tra i dipendenti di tutte le aziende Korus: questo e molto altro è stato il Korus Values Day andato in scena all’interno del Tatuus HQ nella giornata di martedì 3 marzo.
Sono stati oltre 60 i dipendenti che, in rappresentanza di Tatuus, ATM, Breda Racing, YCOM, Next Solution Technologies, Birelart, Kart Republic e IAME, hanno avuto l’occasione di conoscersi e scambiarsi punti di vista nel contesto di diverse attività , aperte dall’intervento introduttivo del CEO Korus Giovanni Delfino , che ha ricordato il percorso di nascita e sviluppo del Gruppo, ma anche il significato profondo dei valori di Passione , Spirito di Gruppo ed Eccellenza , che rendono “Le aziende Korus una dimostrazione tangibile di quanto l’Italia sia forte e presente nel contesto motorsport globale ”.
Diverse le caratteristiche peculiari di Gruppo sottolineate dal CEO, come la disponibilità verso ogni cliente : “fattore comune tra le nostre realtà, vero valore aggiunto e carta vincente, che si manifesta nella capacità pratica di risolvere ogni problema con apertura e spirito di servizio, tanto verso l’utente finale quanto verso i nostri stessi colleghi ”. Ma anche la “peculiare capacità di far nascere progetti da zero, passando da un foglio bianco al prodotto finito attraverso sforzi corali, coordinati tra le diverse aziende ”.
Infine un richiamo ad un’altro dei pilastri della cultura aziendale di ogni azienda Korus, che “pone il focus sul benessere di ogni dipendente, affinché ogni talento possa esprimersi nel miglior contesto possibile e attraverso i migliori strumenti, sapendo di poter al tempo stesso coltivare quei valori e quegli affetti esterni alla vita professionale che ci rendono felici e che hanno un effetto benefico anche sul nostro approccio lavorativo ”.
La giornata ha poi visto i dipendenti delle otto aziende affrontare insieme laboratori e sessioni di talk , durante le quali hanno approfondito al fianco del management di Gruppo numerosi aspetti legati ai tre valori fondamentali di Korus , verificando una volta di più quando gli stessi permeino la vita quotidiana di ogni singola realtà, indipendentemente dalle aree di business e dalle mansioni tutte equamente rappresentate dai partecipanti.
Lo showroom del Tatuus HQ ha poi offerto lo scenario ideale per un business lunch, i cui tavoli erano disposti tra le vetture e tra i prodotti di Gruppo , prima che l’attenzione si spostasse sul Karting, ambito che dal 2025 caratterizza in maniera unica e peculiare il gruppo Korus. Un focus alla scoperta dei tratti peculiari del mondo kart e della aziende “Korus Kart ” ha così dato il via alla sessione pomeridiana dei lavori, che sono stati chiusi da un experience speciale a bordo dei Kart Birel .
Una prima edizione del Korus Day che ha mostrato una volta di più il grande spirito di squadra che caratterizza il gruppo Korus, così come l’unicità di otto aziende d’elite del motorsport italiano, unite da una visione e passione comune, che quotidianamente le porta in pista in ogni angolo del mondo.


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