Tatuus - Korus Group

Weekend Debrief: le carte si rimescolano mostrando un volto nuovo della stagione


Imola, Croft, Donington Park e Interlagos: quattro tappe diverse dello stesso weekend, tra conferme, debutti e numerose sfide



Da Imola a Donington Park, passando per Croft e Interlagos, il weekend ha messo in scena quattro modi molto diversi di vivere la competizione. Vittorie costruite dalla prima curva, rimonte, debutti immediatamente competitivi e classifiche che cambiano volto: ecco cosa è successo alle categorie Tatuus in pista.




FREC



Il weekend di Imola ha rimescolato la parte alta della classifica del FIA Formula Regional European Championship. Emanuele Olivieri (R-ace GP) ha sfruttato al meglio il penultimo appuntamento della stagione, conquistando una vittoria e un secondo posto che gli hanno permesso di arrivare all’ultimo round da leader del campionato. A questi risultati si aggiunge anche la conquista del titolo Rookie con una gara di anticipo.



La pole è arrivata nelle qualifiche di sabato, con Olivieri davanti a Tomass Stolcermanis (PREMA Racing) e Marcus Saeter (G4 Racing). In Gara 1 il pilota italiano ha mantenuto la prima posizione fino al traguardo, ottenendo la seconda vittoria della stagione e anche il giro più veloce. Sebastian Wheldon (MP Motorsport) ha chiuso secondo, mentre Alexandre Munoz (ART Grand Prix) ha completato il podio.



Gara 2 ha avuto invece un vincitore diverso: Salim Hanna (PREMA Racing) ha ottenuto il primo successo della sua stagione. Oleksandr Bondarev (Van Amersfoort Racing), al debutto nel FREC, ha concluso secondo, mentre Reno Francot (CL Motorsport) è tornato sul podio con il terzo posto.



Bondarev ha poi conquistato la pole per Gara 3 e ha chiuso il weekend con la sua prima vittoria in campionato. Il pilota Van Amersfoort Racing è diventato così il decimo vincitore diverso della stagione. Olivieri ha terminato secondo, seguito nuovamente da Francot, al suo secondo podio del fine settimana.



Con il risultato di Imola, Olivieri guida ora la classifica davanti a Wheldon, mentre Kean Nakamura-Berta (PREMA Racing) occupa la terza posizione.



La classifica dopo Imola:

1. Emanuele Olivieri (R-ace GP)

2. Sebastian Wheldon (MP Motorsport)

3. Kean Nakamura-Berta (PREMA Racing)


I risultati e le classifiche riportati sono tuttora provvisori e soggetti a eventuali aggiornamenti.


Il prossimo appuntamento sarà a Hockenheim, in Germania, per la finale della stagione, dove verrà assegnato il titolo FIA Formula Regional European Championship 2026.




GB3



Il round di Donington Park ha visto Deagen Fairclough tra i protagonisti principali del fine settimana, con due vittorie nelle prime due gare. Il pilota Hitech ha iniziato il weekend conquistando la pole position per Gara 2, mentre Nikita Bedrin ha guadagnato quella di gara 1, confermandosi ancora una volta tra i riferimenti della categoria.



In Gara 1 Fairclough è riuscito a passare Bedrin già al primo giro, ma il pilota VRD ha mantenuto il contatto per tutta la seconda metà della gara, arrivando più volte a tentare il sorpasso. Fairclough ha però conservato la prima posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando la quarta vittoria della stagione. Bedrin ha chiuso secondo, mentre Abbi Pulling ha completato il podio con il terzo posto.



Fairclough si è ripetuto in Gara 2, conquistando il secondo successo consecutivo del weekend. Leon Wilson ha portato la Arden al secondo posto, seguito da Martin Molnar, terzo con Rodin Motorsport. Lucas Fluxa ha concluso quarto, mantenendo così la propria posizione tra i primi tre della classifica generale.



Il terzo appuntamento del weekend ha avuto invece un vincitore diverso. Rowan Campbell-Pilling, partito dalla terza posizione, ha preso il comando già alla prima curva e, dopo alcuni scambi nelle prime fasi, è riuscito a riprendere la testa della gara e a mantenerla fino al traguardo. Per il pilota Xcel Motorsport è arrivata così la prima vittoria in GB3. Peter Bouzinelos ha chiuso secondo, mentre Abbi Pulling ha ottenuto il suo secondo podio del weekend con il terzo posto. Fairclough, partito 12°, ha recuperato fino alla quinta posizione.



Per Pulling, i due terzi posti rappresentano uno dei risultati più consistenti del fine settimana, con punti raccolti in entrambe le gare in cui è salita sul podio. Fairclough ha invece lasciato Donington con due vittorie e una quinta posizione, mentre Bedrin ha mantenuto la leadership del campionato.



La classifica dopo Donington Park:

1. Nikita Bedrin (VRD Racing) – 392 punti

2. Martin Molnar (Rodin Motorsport) – 313 punti

3. Lucas Fluxá (Xcel Motorsport) – 305 punti


Il prossimo appuntamento sarà a Brands Hatch dal 24 al 27 settembre.




GB4



Donington Park ha segnato il debutto in GB4 di Yani Stevenheydens, chiamato a sostituire Emmilio Valentino Del Grosso in Elite Motorsport. Il pilota belga ha subito trovato il ritmo, conquistando entrambe le pole position disponibili in qualifica e chiudendo il weekend con una vittoria e un terzo posto.



In Gara 1, Fred Green ha approfittato della partenza non perfetta di Stevenheydens per portarsi al comando. Il pilota Elite Motorsport ha poi mantenuto la prima posizione fino al traguardo, conquistando la quarta vittoria stagionale. Alex O’Grady ha concluso secondo, mentre Stevenheydens ha completato il podio al suo esordio nella categoria.



La seconda gara ha visto invece Stevenheydens trasformare la pole position nella sua prima vittoria in GB4. Il belga ha gestito la gara nonostante la pressione costante di Green, che ha chiuso terzo. Enzo Hallman ha completato il podio al secondo posto.



La finale è andata a Josh McLean, autore della quarta vittoria stagionale nelle gare con griglia invertita. Partito dalla pole, il pilota Pace Performance ha mantenuto la prima posizione fino al traguardo, precedendo Conor Grant e il compagno di squadra John O’Donnell, al suo primo podio in GB4.



Il risultato di Donington lascia ancora aperta la corsa al titolo. O’Grady conserva la leadership con 49 punti di vantaggio su Green e, con 102 punti ancora disponibili nell’ultimo appuntamento, sono cinque i piloti ancora matematicamente in lotta per il campionato.



La classifica dopo Donington Park:


1. Alex O’Grady (KMR Sport) – 373 punti

2. Fred Green (Elite Motorsport) – 324 punti

3. Dayton Coulthard (Douglas Motorsport) – 290 punti



Il prossimo appuntamento sarà a Brands Hatch il 26 e 27 settembre, per il round conclusivo della stagione.




ITALIAN F4



Il quinto appuntamento dell’Italian F4 Championship ha portato le Tatuus T-421 a Imola per un weekend articolato su quattro gare.



Edward Robinson (US Racing) ha iniziato nel modo migliore, conquistando la pole per Gara 1 e portandola fino alla vittoria. Alle sue spalle Kenzo Craigie (R-ace GP), miglior Rookie del weekend, ha chiuso secondo, mentre Thomas Bearman (Van Amersfoort Racing) ha completato il podio.



In Gara 2 è arrivata la prima vittoria del fine settimana per Luka Sammalisto (US Racing), partito dalla pole dedicata a questa gara. Alex Ruta (Van Amersfoort Racing) ha ottenuto il secondo posto, il suo primo podio in campionato, dopo essere risalito dalla settima posizione in griglia. Robinson ha chiuso terzo.



Craigie si è poi imposto in Gara 3, conquistando il suo secondo successo stagionale dopo quello ottenuto a Mugello. Sammalisto ha terminato secondo davanti ad Ary Bansal (US Racing). Nella Finale, il pilota US Racing è tornato al vertice per la seconda vittoria del weekend, con Craigie secondo e Robinson terzo.



Il risultato di Imola permette a Sammalisto di portare a nove le vittorie stagionali e di aumentare il proprio vantaggio in campionato. Dopo cinque appuntamenti, il pilota finlandese guida la classifica con 374 punti.



La classifica dopo Imola:


1. Luka Sammalisto (US Racing) – 374 punti

2. David Cosma-Cristofor (Prema) – 275 punti

3. Ary Bansal (US Racing) – 254 punti



Il prossimo appuntamento è in programma a Misano dal 18 al 20 settembre, per il sesto e penultimo round della stagione.




BRITISH F4



Croft ha portato tre gare molto diverse per il British F4.



La prima gara è stata subito favorevole a Dries Van Langendonck, partito dalla pole position. Il pilota Rodin Motorsport ha mantenuto il comando per tutti i giri, aggiungendo alla vittoria anche il giro più veloce e il successo nella Rookie Cup. Ethan Jeff-Hall (Argenti Motorsport) e Lewis Wherrell (JHR Developments) hanno completato il podio.



La seconda gara, disputata in condizioni di pista bagnata, ha premiato George Proudford-Nalder (Virtuosi Racing), al suo terzo successo stagionale. L’australiano ha preceduto Scott Kin Lindblom (Hitech), autore anche del giro più veloce, mentre Jaber Alsabah (Xcel Motorsport) ha chiuso terzo.



Nella gara conclusiva, disputata in occasione della 350° gara nella storia del campionato, Van Langendonck è tornato davanti a tutti. Partito nuovamente dalla pole, ha resistito alla pressione di Wherrell per tutta la gara, conquistando la sesta vittoria dell’anno. Lewis Wherrell ha chiuso secondo, davanti a Ethan Lennon (Rodin Motorsport).



Dopo Croft, Van Langendonck guida la classifica con 257 punti e 33 punti di vantaggio su Wherrell.



La classifica dopo Croft:

1. Dries Van Langendonck (Rodin Motorsport) – 257 punti

2. Lewis Wherrell (JHR Developments) – 224 punti

3. Theo Palmer (Hitech) – 195,5 punti


Il prossimo appuntamento sarà a Silverstone il 26 e 27 settembre, per il penultimo round della stagione.




BRASILIAN F4



Fausto Arnaudo (Cavaleiro Sports) ha chiuso il weekend di Interlagos con due vittorie e un secondo posto, in occasione della sua prima esperienza sul circuito brasiliano. Dopo la pole position in qualifica, il pilota ha vinto Gara 1 conducendo dall’inizio alla fine, davanti a Bernardo Gentil (TMG Racing) e Paulo Willemann (Starrett Bassani).



In Gara 2, disputata in condizioni di pioggia, Arnaudo ha chiuso secondo alle spalle di Marcelo Hahn (TMG Racing), con Pietro Mesquita (TMG Racing) terzo. La terza gara, iniziata sull’asciutto e proseguita sotto la pioggia, ha visto nuovamente Arnaudo al primo posto, per la sua seconda vittoria del weekend.



La prossima gara sarà disputata all’Autódromo Internacional Ayrton Senna nel fine settimana del 16-18 ottobre.


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Weekend Preview: Austin accende la sfida della F1 Academy, mentre l’Hungaroring chiude la stagione del F4 CEZ

Weekend Preview: Austin accende la sfida della F1 Academy, mentre l’Hungaroring chiude la stagione del F4 CEZ

Le Tatuus tornano protagoniste in due appuntamenti cruciali: la F1 Academy fa tappa ad Austin con due titoli potenzialmente in palio, mentre la F4 CEZ affronta il round finale con tre classifiche ancora da decidere.

Dagli Stati Uniti all’Ungheria, le vetture Tatuus si preparano ad affrontare un fine settimana in cui ogni gara può fare la differenza. In F1 Academy, la tappa di Austin potrebbe assegnare i titoli piloti e squadre, mentre la F4 CEZ arriva all’ultimo appuntamento stagionale con tre classifiche ancora aperte. Due campionati, e scenari diversi, sempre con le monoposto Tatuus al centro delle sfide.

F1 ACADEMY

La F1 Academy arriva ad Austin per il quinto round della stagione 2026, dal 22 al 25 ottobre, con tre gare in programma e la possibilità di assegnare entrambi i titoli. Al Circuit of The Americas, Alisha Palmowski guida la classifica piloti con 48 punti di vantaggio su Emma Felbermayr e potrebbe diventare campionessa con un round d’anticipo. Anche la classifica a squadre potrebbe trovare una risposta in Texas, con Campos Racing forte di 73 punti di vantaggio su Rodin e vicina al suo primo titolo nella serie.

Per Palmowski, il fine settimana rappresenta l’occasione di concretizzare il vantaggio costruito finora e unirsi a Marta García (divenuta campionessa proprio ad Austin nel 2023), Abbi Pulling e Doriane Pin nell’albo delle campionesse della categoria.

Il ritorno ad Austin, dove la F1 Academy non correva dal 2023, aggiunge però un’incognita alla lotta per il campionato. Per tutte le pilote tranne Ava Dobson sarà la prima esperienza sul tracciato di 5,513 km, caratterizzato da forti dislivelli e rapidi cambi di direzione. Con una sola sessione di prove libere prima delle qualifiche, la capacità di adattarsi rapidamente alla pista potrebbe rivelarsi decisiva, soprattutto con tre gare da affrontare in un programma concentrato.

Programma del weekend
Venerdì Qualifiche: 00:30–01:00 Gara 1: 00:50–01:25
Sabato Gara 2: 01:00–01:35
Domenica Gara 3: 18:00–18:30 Qualifiche e gare saranno trasmesse gratuitamente in diretta sul canale YouTube ufficiale della F1 Academy. Tutte le sessioni saranno inoltre disponibili su F1 TV e tramite le emittenti selezionate indicate nella sezione Where to Watch .

F4 CEZ

Il Formula 4 CEZ 2026 si prepara a incoronare i suoi campioni all’Hungaroring, teatro dell’ultimo appuntamento stagionale. La lotta per il titolo assoluto coinvolge ancora tre piloti, tutti compagni di squadra in Jenzer Motorsport: Elia Weiss arriva al finale da leader con 299 punti, 42 in più rispetto a Teo Borenstein e 59 su Max Karhan. Con 75 punti ancora disponibili nelle quattro gare del weekend, Weiss ha bisogno di conquistarne 33 per assicurarsi matematicamente il campionato, mentre i suoi due rivali proveranno a sfruttare ogni occasione per ribaltare la classifica.

Anche la categoria Rookie si deciderà in Ungheria, con Markas Silkunas al comando e 24 punti di vantaggio su Simon Rechenmacher . Più distante Georgiy Zasov , terzo a 46 lunghezze dal compagno di squadra. L’Hungaroring sarà inoltre decisivo per il Women’s Trophy , con Ella Hakkinen vicina al titolo e sei pilote attese in pista. Tra i nomi da seguire ci saranno anche le debuttanti Clara Stiebleichinger, al via con Mathilda Racing , e Vicky Farfus , che farà il suo esordio nel campionato con Cram Motorsport . A completare il quadro, una griglia di 35 vetture e la presenza delle squadre ungheresi HunOK Motorsport e Zengo Motorsport , pronte a cercare un buon risultato davanti al pubblico di casa.
Programma del weekend

Venerdì Qualifiche: 14:56 Qualifiche 2: 15:23
Sabato Gara 1: 08:00 Gara 2: 15:07
Domenica Gara 3: 08:00 Gara finale: 13:38 Tutte le sessioni saranno disponibili in diretta sul canale YouTube ufficiale della F4 CEZ.


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Dai Kart Birel alle vetture Tatuus motorizzate ATM: Zoe Florescu racconta il suo percorso nel motorsport

Dai Kart Birel alle vetture Tatuus motorizzate ATM: Zoe Florescu racconta il suo percorso nel motorsport

Dal Karting alle Monoposto: il percorso di Zoe Florescu attraverso l’ecosistema Korus
Ogni percorso nel motorsport ha un punto d'inizio, e il karting è dove vengono costruite le fondamenta di ogni carriera. È qui che prende forma la fiducia in sé stessi, si sviluppa la capacità di competere in pista e di comprendere il comportamento della vettura. Il passaggio alle monoposto poi, porta con sé una nuova serie di sfide, richiedendo ai piloti di affinare la qualità dei propri feedback tecnici, analizzare i dati in modo più approfondito e adattarsi a un ambiente competitivo più complesso.
Zoe Florescu ha vissuto in prima persona questa evoluzione. Dopo aver trascorso gran parte della sua carriera nel karting con Birel, è passata alle monoposto, gareggiando nei campionati di Formula 4 spagnola e italiana con vetture Tatuus equipaggiate con propulsori ATM, fino a debuttare in F1 Academy come Wild Card a Zandvoort.
Il suo percorso riflette l’ampiezza delle competenze presenti all’interno del Korus Group, le cui aziende coprono diverse fasi della piramide del motorsport, e sebbene ogni passaggio comporti nuove esigenze, le conoscenze, le relazioni e le esperienze maturate lungo il cammino continuano a contribuire alla sua crescita.
In questa intervista, Zoe ripercorre proprio il ruolo che il karting ha avuto nello sviluppo della sua fiducia, gli adattamenti tecnici necessari per competere in Formula 4, l’esperienza vissuta durante un weekend di Formula 1 e l’importanza di vedere sempre più donne avanzare nel motorsport. La sua storia ricorda inoltre che la crescita non è fatta solamente di risultati, ma anche delle persone che aiutano i piloti a credere nel proprio potenziale e del lavoro che trasforma quella fiducia in progresso concreto.

Hai iniziato la tua carriera nel motorsport con il karting prima di passare alle monoposto. Qual è l’insegnamento più importante che il karting ti ha lasciato e che porti ancora con te oggi? Credo che la lezione più importante che il karting mi abbia insegnato sia quanto la fiducia in sé stessi influenzi la guida e i risultati. Quando ho iniziato a competere a livello internazionale, non ero una pilota particolarmente conosciuta e correvo con un team di piccole dimensioni. Essere l’unica ragazza in un gruppo composto quasi esclusivamente da ragazzi, molti dei quali supportati da squadre più grandi e meglio equipaggiate, poteva spaventare.
Stavo anche affrontando il passaggio dal karting nazionale a quello internazionale, quindi mi è servito del tempo per adattarmi. Ma man mano che mi sono sentita più a mio agio in un contesto così competitivo, in particolare nella KZ2, i risultati hanno iniziato a migliorare e oggi vedo lo stesso processo anche in Formula 4. Gara dopo gara mi sento sempre più a mio agio, mi adatto alle condizioni e imparo a mettere insieme tutti gli elementi necessari per raggiungere i miei obiettivi.
Questa esperienza mi ha insegnato quanto sia importante credere in sé stessi e anche se nel passaggio dal karting alle monoposto si vivono molti cambiamenti, l’aspetto mentale classico del racing rimane simile. Spesso ripenso alle mie ultime gare con Birel, in particolare al Campionato del Mondo KZ2, e cerco di sfruttare quell’esperienza per mantenere una mentalità positiva.

Sei cresciuta nel mondo Birel, un marchio con una storia importante nel karting. Cosa ha significato per te far parte della famiglia Birel e c’è qualcosa di quell’esperienza che ti accompagna ancora oggi? Birel ha avuto un ruolo davvero importante nel mio sviluppo come pilota. Ho trascorso quasi tutta la mia carriera nel karting con loro. C’è stato un solo anno in cui ho vinto il programma FIA Girls on Track e ho ottenuto la possibilità di correre con un altro marchio, un’opportunità che ovviamente ho deciso di cogliere. Per il resto, tutti i miei anni nel karting internazionale sono stati con Birel.
Quelle stagioni mi hanno aiutato a costruire basi solide, sia come pilota sia nelle interazioni con il team che avevo attorno. Nelle mie ultime stagioni nel karting ho avuto Daniel Vasile come coach, che mi ha aiutata enormemente a coltivare sempre più fiducia in me stessa. Ho avuto anche compagni di squadra straordinari che hanno fatto una grande differenza.
Ricordo con piacere una delle mie migliori sessioni di qualifica: in quell'occasione i miei compagni mi aiutarono molto, perchè riuscimmo a realizzare in pista a una strategia preparata in anticipo. Esperienze come questa ti fanno capire quanto sia importante avere le persone giuste intorno a te. Quando loro credono in te, diventa più facile farlo a tua volta e quel sostegno è stato particolarmente prezioso nel momento del passaggio dalla OK Senior alla KZ2.

Il passaggio dal karting alle monoposto rappresenta un cambiamento importante. Qual è stato l’adattamento più difficile? La sfida più grande è stata capire quanto la Formula 4 sia esigente. Devi prestare molta più attenzione a ogni aspetto della tua guida e rimanere concentrata in ogni momento.
Nel karting, una volta acquisita esperienza, la guida diventa più istintiva. Arrivi in pista sapendo già cosa devi fare in ogni curva. In Formula 4, invece, c’è molto più da analizzare. Devi studiare attentamente dati e onboard, valutare le condizioni, la strategia degli pneumatici e la posizione in pista, oltre a comprendere come fattori tecnici e ambientali come l’aerodinamica influenzino la vettura. Devi lavorare costantemente su frenata, accelerazione e punti di inserimento in curva.
In KZ2, ad esempio, puoi affidarti molto di più all’istinto, lanciando il kart in curva e mantenendo velocità. Con una monoposto serve invece un approccio molto più analitico. Anche il gareggiare ruota a ruota rappresenta una sfida diversa, soprattutto quando si tratta di correre molto vicini ad altre vetture e trovare opportunità di sorpasso. Nel complesso, adattarmi a questo nuovo ambiente è stata la parte più difficile della transizione.

Hai guidato la stessa vettura Tatuus, la T-421, in configurazioni diverse e in tre campionati differenti. In che modo questa esperienza ha contribuito alla tua crescita come pilota? Ho guidato la Tatuus T-421 nella Formula 4 spagnola, nella Formula 4 italiana e in F1 Academy, e ogni campionato ha una configurazione leggermente diversa. Le vetture utilizzano sistemi frenanti differenti e la F1 Academy ha anche regolazioni e setup leggermente più limitati.
Adattarsi a queste differenze può essere impegnativo, ma considero tutto questo una preziosa opportunità per sperimentare, ampliare le mie competenze e imparare a performare in condizioni diverse. Ogni esperienza ti insegna qualcosa di nuovo.
Tra le tre versioni, credo che la mia preferita sia quella della Formula 4 spagnola. È la vettura con cui ho percorso più chilometri e probabilmente quella che conosco meglio, ma è sicuramente una delle macchine che mi sono divertita di più a guidare.

Hai iniziato nel karting con Birel e oggi gareggi con una Tatuus motorizzata Autotecnica Motori. Hai quindi vissuto diverse realtà dell’ecosistema Korus Group. Cosa significa per te crescere all’interno di una comunità che può accompagnare un pilota dal karting alle corse automobilistiche? Sono ancora in contatto con alcune persone del karting e quest’anno avevo anche valutato la possibilità di disputare qualche gara con Birel, anche se il calendario era piuttosto intenso. Certo, oggi non posso dire di avere lo stesso contatto diretto e frequente degli scorsi anni, ma sento che tutto ciò che ho imparato con Birel continua ad aiutarmi nelle monoposto.
Nel karting passavamo molto tempo a discutere il setup dopo ogni sessione, imparando a comprendere il comportamento del kart e a fornire il miglior feedback possibile. Questa esperienza è stata estremamente utile in Formula 4, dove il setup è altrettanto importante e chiaramente più complesso.
Ora che gareggio con un nuovo team nella Formula 4 spagnola, devo essere il più precisa e dettagliata possibile nel descrivere ciò che sento in pista. Su una vettura ci sono molte più variabili regolabili rispetto a un kart, quindi una buona comunicazione è fondamentale.
Daniel mi ha anche insegnato a guardare oltre la mia guida e a concentrarmi su ciò che percepisco dal veicolo ed è una lezione che porto sempre con me. Comprendere queste sensazioni e saperle comunicare chiaramente è essenziale per aiutare il team a trovare il setup corretto e migliorare le performance.

Correre come Wild Card in F1 Academy a Zandvoort ti ha permesso di vivere un weekend di Formula 1 dall’interno del paddock. Che esperienza è stata? È stato un weekend fatto di alti e bassi e il risultato finale non è stato quello che speravo. Nonostante questo posso dire che è stata un’esperienza incredibilmente preziosa. Nel corso del weekend sono passata dal pensare di poter partire in prima fila al dover completamente resettare la mia mentalità e prepararmi a una gara in cui l’obiettivo diventata rimontare posizioni.
L’atmosfera era davvero speciale, dai tifosi fino all'ambiente del paddock e lavorare con un team così professionale è stata una grande opportunità di apprendimento, che mi ha dato molta fiducia per il ritorno in Formula 4 spagnola. Guardando al futuro, considero quel weekend una preparazione importante per il prossimo anno, nel quale spero di ottenere un sedile a tempo pieno in F1 Academy.
Il momento più significativo è stato sicuramente la qualifica. Le condizioni erano estremamente difficili: all’inizio pioveva intensamente, con pista completamente bagnata e molta acqua sollevata dalle vetture. Verso la fine della sessione abbiamo dovuto decidere se passare dalle gomme rain alle slick e io ho effettuato il cambio piuttosto tardi.
Concludere la qualifica in settima posizione e poi ottenere un secondo posto nella gara a griglia inversa è stato un risultato molto positivo, soprattutto perché non avevo mai guidato su quel circuito sul bagnato né affrontato quelle condizioni specifiche con una Formula 4.
Scendere in pista davanti a un pubblico così numeroso, assumermi quel rischio e vedere che la scelta aveva funzionato è stato un momento davvero speciale. Sono orgogliosa del fatto che le mie capacità siano state messe alla prova e di essere riuscita a rispondere presente quando contava davvero.

La T-421 motorizzata ATM è una vettura che ha contribuito alla crescita di talenti come Kimi Antonelli. Che significato ha per te? Credo che avere telai e motori simili nei diversi campionati di Formula 4 rappresenti un grande vantaggio per i piloti. Ci permette di costruire sulle esperienze acquisite e trasferire quanto imparato da un campionato all’altro.
Sapere che così tanti piloti di Formula 1 e talenti del motorsport hanno seguito questo stesso percorso è una grande motivazione. Anche loro hanno dovuto adattarsi a una nuova vettura, imparare nuove tecniche e lavorare per ottenere risultati, proprio come stiamo facendo noi oggi.
Vedere piloti che hanno percorso queste categorie è una fonte di grande ispirazione. Kimi Antonelli, in particolare, è un esempio incredibile. Vederlo protagonista in Formula 1 è davvero straordinario.
Ho anche gareggiato nel campionato italiano dove lui aveva corso prima di me ed è un collegamento piccolo ma significativo. Per piloti come me, questi esempi ricordano che siamo sulla strada giusta e che continuare a lavorare duramente può aprire nuove opportunità.

Sempre più ragazze guardano al motorsport come a una possibile carriera. Quanto è importante per te far parte di questo cambiamento? È molto importante, perché quando correvo nel karting c’erano pochissime ragazze nelle categorie più competitive e spesso ero l’unica. Questo a volte rendeva difficile trovare la motivazione per credere che una donna potesse davvero costruirsi una carriera nel motorsport.
Oggi, grazie alla F1 Academy e alla presenza di un numero crescente di donne nelle formule junior, credo che le ragazze abbiano molti più esempi a cui ispirarsi. Sono davvero felice di poter far parte di questo cambiamento e di avere l’opportunità di essere un modello positivo.
Il mio percorso dimostra che il progresso è possibile, anche quando le cose non vanno come previsto all’inizio. Ho iniziato nel karting nazionale, faticando persino a qualificarmi per finali e prefinali. In seguito sono riuscita a qualificarmi per un Campionato del Mondo KZ2, e oggi gareggio in Formula 4 e durante i weekend di Formula 1 grazie alla F1 Academy.
Spero che la mia esperienza possa mostrare ad altre ragazze che anche quando un obiettivo sembra lontano c’è sempre spazio per migliorare e continuare a crescere. Essere in grado di ispirare la prossima generazione significherebbe moltissimo per me.

Infine, cosa diresti a una giovane ragazza che oggi sta pensando di muovere i primi passi nel motorsport? Le direi di credere in sé stessa. Se credi nelle tue capacità, dimostri alle persone che ti circondano il tuo impegno e continui a lavorare duramente, anche loro inizieranno a credere in te. Questo può aiutarti a ottenere il supporto e le opportunità necessarie per crescere come pilota.
L’ho vissuto personalmente: quando ho avuto il giusto sostegno e gli strumenti necessari per migliorare, sono riuscita a ottenere i miei migliori risultati. Avere persone che credono in te può fare davvero la differenza.
Soprattutto, le direi di divertirsi. Il motorsport può essere duro, ma è anche pieno di adrenalina e di momenti incredibili che ripagano tutti i sacrifici. È importante rialzarsi dopo un weekend difficile, imparare dagli errori e tornare pronti a riprovarci.
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“Il motorsport funziona come una magia, capace di stimolare la caparbietà tutta Italiana di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.

“Il motorsport funziona come una magia, capace di stimolare la caparbietà tutta Italiana di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.

Le parole del CEO Giovanni Delfino a “la Repubblica”.

Il CEO di Tatuus, di ATM - Autotecnica Motori e del gruppo Korus è stato protagonista di un’intervista apparsa oggi sulle pagine de “la Repubblica” e firmata da Irene Saderini, durante la quale ha potuto ripercorrere alcuni dei momenti più importanti e particolari della propria carriera, oltre che analizzare diversi aspetti del motorsport mondiale.
L’intervista completa è disponibile sul sito repubblica.it .

La storia personale Punto nevralgico dell’intervista è proprio la storia personale del CEO, che inizia con la scelta del percorso di studi ingegneristici e prosegue con tanti momenti in cui il coraggio delle decisioni ha fatto la differenza: “Non credo nella fortuna, credo nel saperla cogliere: quando ti passa davanti la devi riconoscere. Però se dicessi che non sono stato fortunato direi una bugia. Sono entrato in azienda che non avevo una lira. Chi l’aveva fondata mi ha concesso di pagare i miei debiti nel tempo: le ultime rate le ho saldate due o tre anni fa”.
Spazio anche all’esperienza dei primi anni di carriera in Alfa Corse: “Io nasco sperimentatore. Lavoravo nelle sale prova: dal prodotto finito dovevamo inventare il mezzo cavallo. Le mie prime esperienze sono le turismo dell’Alfa Romeo, Giovanardi, Tarquini, Larini, contro Bmw, Mercedes. Erano quei due cavalli in più a farti vincere la gara”.

Formula 4 e la crescita dei piloti Tra i passaggi chiave anche quello dedicato alle vetture e ai motori Formula, oggi vero e proprio pilastro del gruppo Korus: “Tutto nasce dallo studio del regolamento, che lascia sempre un’interpretazione: quella vincente”. Nel caso del motore ad esempio: “Parte da un quattro cilindri della 500 Abarth, deve costare meno di 16.500 euro per price cap e durare diecimila chilometri. Lì il mio obiettivo è che vadano tutti uguali”. Con il risultato che vedere ogni pilota crescere uno step dopo l’altro fino alle vette più alte del motorsport: “E’ stato bello ad esempio veder cominciare Andrea Kimi Antonelli su una nostra vettura”.

La industry motorsport Non poteva mancare una riflessione a tutto tondo sul meraviglioso momento che il motorsport vive a livello globale: “Il Motorsport, a volte, funziona come una magia capace di uccidere il marketing e tenere in vita la caparbietà – tutta italiana - di ostinarsi a credere in qualcosa anche quando i conti non tornano”.
Fondamentale e rappresentativo dell’interpretazione del gruppo Korus il passaggio sui motori termici ed elettrici: “Per me l’odore di un motore vincente è l’odore della benzina, della fatica, del sacrificio. Un dodici cilindri in pista è un violino. Anzi, un’orchestra di violini. Io mi occupo di corse; nelle batterie non riesco a vedere nulla di tutto questo. All’ibrido invece ci credo: siamo nel working group della FIA sui nuovi regolamenti e l'ibrido mi sembra convincente”.
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Tatuus celebra la 500ª T-421, la Formula 4 più diffusa al mondo

Tatuus celebra la 500ª T-421, la Formula 4 più diffusa al mondo

Il marchio di Lainate ha celebrato la produzione e la consegna del cinquecentesimo esemplare della monoposto sulla quale sono cresciuti Kimi Antonelli e Arvid Lindblad.

Nata nel 2021 come seconda generazione di Formula 4, la Tatuus T-421 è giunta a maggio 2026 al cinquecentesimo esemplare prodotto e consegnato, candidandosi una volta di più a diventare una delle monoposto da competizione più prodotte e vendute al mondo. Una ricorrenza che il brand di Lainate ha deciso di celebrare insieme a tutti i propri dipendenti e alle aziende sorelle del gruppo Korus che quotidianamente contribuiscono al progetto T-421: ATM-Autotecnica Motori, Breda Racing e Next Solution Technologies .
La T-421 è ad oggi la monoposto per Formula 4 più impiegata al mondo, in un totale di 16 campionati tra Europa, Americhe, Asia e Oceania. Dietro al suo volante sono cresciuti alcuni dei più puri talenti del motorsport contemporaneo, come Kimi Antonelli e Arvid Lindblad , che dopo aver costruito i primi step della propria esperienza in monoposto con la F4 Tatuus di seconda generazione hanno proseguito la scalata fino all’olimpo della Formula 1.
“La cinquecentesima T-421 non è solamente un grande traguardo per Tatuus, ma un importante successo per l’intero movimento del motorsport internazionale - ha dichiarato il CEO di Tatuus e del gruppo Korus Giovanni Delfino -. Con la Formula 4, sin dalla prima generazione nel 2014, la FIA ha dato vita ad un nuovo modello di passaggio tra karting e monoposto che ha garantito ai piloti di arrivare sempre più preparati alle categorie superiori. Un modello che è andato affermandosi nel corso di anni di grande sviluppo per il motorsport, nei quali tanti campionati sono nati e cresciuti fino a raggiungere, con la seconda generazione che oggi celebriamo, griglie che sfiorano le 50 vetture per round. Numeri che erano difficili da immaginare all’inizio di questo cammino ma che oggi determinano la meravigliosa quotidianità di tante delle aziende che compongono il gruppo Korus”.
“Nella storia di Tatuus sono molti i modelli che hanno trovato ampia diffusione nei campionati globali e mostrato capacità formative senza pari per i piloti - ha dichiarato il presidente di Tatuus e del gruppo Korus Gianfranco De Bellis -. La T-421 sta scrivendo pagine meravigliose della storia del nostro brand e insieme alla vettura di prima generazione è ormai prossima agli 800 esemplari prodotti. Volumi che ci permettono di puntare alla quota di 1000 monoposto sfiorata dai diversi modelli di Formula Renault che nei primi anni duemila hanno segnato una svolta nella nostra storia e nel percorso di crescita di ogni pilota”.
Seconda generazione di monoposto per Formula 4, la T-421 ha raccolto il testimone della T-014, che dal 2014 (anno di nascita della Formula 4) al 2021 è stata prodotta in poco meno di 300 esemplari e ha rappresentato la piattaforma ideale per il passaggio dei piloti dal Karting alle monoposto, sulla quale sono cresciuti tra gli altri Lando Norris, Oscar Piastri, Max Verstappen, Isack Hadjar, Liam Lawson, Lance Stroll, Oliver Bearman, Gabriel Bortoleto e Franco Colapinto.
La T-421 è solo uno dei tanti esempi di cooperazione che rendono il gruppo Korus uno dei principali ecosistemi motorsport e di engineering al mondo. Le aziende del gruppo Korus che hanno preso parte alla celebrazione hanno contribuito infatti fin dal primo giorno allo sviluppo del progetto, in quello che è ormai un modello consolidato di sinergie, che ogni anno da vita a nuove vetture, propulsori e soluzioni per il motorsport. Nello specifico: ATM-Autotecnica Motori ha sviluppato e fornisce il propulsore 4 cilindri in linea di derivazione Abarth che spinge la monoposto, mentre a Breda Racing è affidata gran parte della componentistica, come halo e leve sospensioni, e della strumentazione che occorre per la gestione delle vetture in pista e in HQ. All’esperienza di Next Solution Technologies è invece affidato in larga parte l’impianto elettronico ed elettromeccanico della vettura, oltre alla fornitura dei volanti e delle rain light.
In traguardo delle 500 vetture non è però un punto di arrivo per Tatuus, con la produzione del modello attuale che proseguirà fino al 2028 , anno in cui è prevista secondo i regolamenti FIA la nascita della vettura di generazione 3 , al cui sviluppo i brand del gruppo Korus stanno già attivamente lavorando.
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